Il cielo s’incarna per ciascuno, Emily Dickinson

Il Cielo s’incarna per ciascuno
in quella piccola divinità
che ha implorato la grazia di adorare
in un timido giorno d’estate –

quasi schermendosi dalla gloria
che importunava di vedere –
finché questi vaghi tabernacoli
cadano nella piena eternità –

Quanto è imminente il rischio –
come se chiedessimo a una stella –
per noi meschini di lasciare la fila
e intrattenere la disperazione –

clemenza tanto comune –
che quasi cessiamo di temere –
tale da consentire al più piccolo –
e lontano – di adorare –

(Traduzione di Massimo Bacialupo)

The Heaven vests for Each

The Heaven vests for Each
In that small Deity
It craved the grace to worship
Some bashful Summer’s Day –

Half shrinking from the Glory
It importuned to see
Till these faint Tabernacles drop
In full Eternity –

How imminent the Venture –
As One should sue a Star –
For His mean sake to leave the Row
And entertain Despair –

A Clemency so common –
We almost cease to fear –
Enabling the minutest –
And furthest – to adore –

_______________________________

A Sky Full Of Stars/Coldplay – SYMPHONIACS (violin, cello, piano and electronic version/cover)

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