I nomi, Billy Collins

Questa poesia è dedicata alle vittime dell’11 settembre e a quanti sono loro sopravvissuti

Ieri, ero disteso, sveglio, nel palmo della notte.
Una pioggia leggera è entrata furtiva, senza aiuto di vento;
E quando ho visto il luccichio d’argento alle finestre,
Ho iniziato dalla A, da Ackerman per la precisione,
Poi Baxter e Calabro,
Davis e Eberling, nomi che cadevano a proposito
Come le gocce cadevano nel buio.
Nomi stampati sul soffitto della notte.
Nomi che scivolavano attorno a una piega colma d’acqua.
Ventisei salici sulle rive di un fosso.
Al mattino, sono uscito a piedi scalzi
Tra migliaia di fiori
Gonfi di rugiada come gli occhi di lacrime,
E ognuno aveva un nome –
Fiori inciso su un petalo giallo
Poi Gonzalez e Han, Ishikawa e Jenkins.
Nomi scritti nell’aria
E cuciti al vestito del giorno.
Un nome dietro una foto attaccata a una cassetta della posta.
Monogramma su una maglia strappata,
Ti ho visto sillabato nella vetrina di un negozio
E sulle luminose tende aperte di questa città.
Recito le sillabe mentre svolto un angolo –
Kelly e Lee,
Medina, Nardella e O’Connor.
Quando scruto nel verde,
Vedo un fitto groviglio dove le lettere sono nascoste
Come in un rompicapo per bambini.
Parker e Quigley nei ramoscelli di un frassino,
Rizzo, Schubert, Torres e Upton,
Nascosti nei rami di un vecchio acero.
Nomi scritti nel pallido cielo.
Nomi che salgono con la corrente che si forma tra i palazzi.
Nomi silenziosi nella pietra
O urlati dietro una porta.
Nomi esplosi sulla terra e nel mare.
Nella sera – luce calante, le ultime rondini.
Un ragazzo sul lago alza i remi dall’acqua.
Una donna alla finestra accende una candela,
e il profilo dei nomi si vede nelle nuvole rosa –
Vanacore e Wallace,
(e la X, se può, stia per i nomi di tutti i dispersi)
Poi Young e Ziminsky, l’ultima scossa della zeta.
Nomi incisi sulla punta di uno spillo.
Un nome disteso su un ponte, un altro infilato in un tunnel.
Un nome azzurro iniettato sotto pelle.
Nomi di cittadini, lavoratori, madri e padri,
La figlia dagli occhi luminosi, il figlio intraprendente.
Alfabeti di nomi in un campo verde.
Nomi nelle piccole impronte degli uccelli.
Nomi cavati da un cappello
O in bilico sulla punta della lingua.
Nomi rotolati nell’oscuro magazzino della memoria.
Così tanti nomi, manca quasi lo spazio sui muri del cuore.

(Traduzione di Piero Vereni) 

The Names

Yesterday, I lay awake in the palm of the night.
A soft rain stole in, unhelped by any breeze,
And when I saw the silver glaze on the windows,
I started with A, with Ackerman, as it happened,
Then Baxter and Calabro,
Davis and Eberling, names falling into place
As droplets fell through the dark.
Names printed on the ceiling of the night.
Names slipping around a watery bend.
Twenty-six willows on the banks of a stream.
In the morning, I walked out barefoot
Among thousands of flowers
Heavy with dew like the eyes of tears,
And each had a name —
Fiori inscribed on a yellow petal
Then Gonzalez and Han, Ishikawa and Jenkins.
Names written in the air
And stiched into the cloth of the day.
A name under a photograph taped to a mailbox.
Monogram on a torn shirt,
I see you spelled out on storefront windows
And on the bright unfurled awning of this city.
I say the syllables as I turn a corner —
Kelly and Lee,
Medina, Nardella, and O’Connor.
When I peer into the woods,
I see a thick tangle where letters are hidden
As in a puzzle concocted for children.
Parker and Quigley in the twigs of an ash,
Rizzo, Schubert, Torres, and Upton,
Secrets in the boughs of an ancient maple.
Names written in the pale sky.
Names rising in the updraft amid buildings.
Names silent in stone
Or cried out behind a door.
Names blown over the earth and out to sea.
In the evening — weakening light, the last swallows.
A boy on a lake lifts his oars.
A woman by a window puts a match to a candle,
And the names are outlined on the rose clouds —
Vanacore and Wallace,
(let X stand, if it can, for the ones unfound)
Then Young and Ziminsky, the final jolt of Z.
Names etched on the head of a pin.
One name spanning a bridge, another undergoing a tunnel.
A blue name needled into the skin.
Names of citizens, workers, mothers and fathers,
The bright-eyed daughter, the quick son.
Alphabet of names in a green field.
Names in the small tracks of birds.
Names lifted from a hat
Or balanced on the tip of the tongue.
Names wheeled into the dim warehouse of memory.
So many names, there is barely room on the walls of the heart.

Billy Collins – This poem is dedicated to the victims of September 11 and to their survivors
______________________________

Flowers float in the reflecting pool after family members of victims placed them as they gathered at Ground Zero during a 9/11 memorial ceremony on September 11, 2009 in New York City. (Chang W. Lee/Getty Images)

2 pensieri su “I nomi, Billy Collins

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...